Dintorni

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SAN SALVATORE DEI FIESCHI

Situata a 2,5 km da Lavagna, circa 5 minuti.
Da non perdere la Basilica dei Fieschi, un edificio religioso sito in piazza Innocenzo IV.
basilica_fieschiLa basilica fu costruita nel 1244 ad opera del pontefice Innocenzo IV, al secolo Sinibaldo Fieschi, discendente del ramo nobiliare della famiglia Fieschi, che in tale periodo storico dominò l’intera vallata della Fontanabuona e buona parte della val d’Aveto. La decisione sulla fondazione di un nuovo luogo di fu presa, secondo le fonti storiche locali, mentre il papa si trovava a Genova diretto al Concilio di Lione tenutosi nella città francese nel corso del 1245. I lavori di riedificazione ripresero solo nel 1252, anno in cui fu nuovamente progettata l’intera area-piazza, erigendo nelle vicinanze della basilica un nuovo palazzo comitale – denominato in seguito palazzo dei Fieschi – con annesso oratorio. L’opera di edificazione durò per alcuni anni, tanto che l’edificio fu aperto e consacrato al culto religioso dal pontefice Adriano V, Ottobuono Fieschi, nipote dello zio-papa Sinibaldo Fieschi e salito al soglio pontificio nel 1276. Subì nel XIX secolo restauri, progettati da Maurizio Dufour e più recenti negli anni novanta.
Gli esterni. L’edificio presenta una facciata rivesti8ta da una copertura di ardesia, estratta dalle vicine cave della val Fontanabuona e del monte San Giacomo, alternata a fasce di marmo bianco, stile simile ad altri edifici architettonici e di culto della Liguria. Al centro di essa è posizionato un vistoso rosone sormontato da archetti in marmo in stile gotico-romanico e il portale è caratterizzato da un architrave con iscrizione in latino della fondazione e un affresco del XV secolo. Il campanile si presenta come una torre quadrangolare con ai lati le quattro guglie.
Gli interni. L’interno dell’edificio è costituito da un impianto architettonico a tre navate, separate da un filare di colonne in pietra con capitelli particolarmente decorati. Tra le opere e reliquie conservate nella basilica, di pregio sono i frammenti della Vera Croce su cui fu crocifisso Gesù, chiusi in una teca di cristallo ben visibili, portati nel tempio religioso da papa Adriano V.

CHIAVARI

Situata a 2,5 km da Lavagna, circa 5 minuti.
Da non perdere la Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto, principale luogo di culto cattolico di Chiavari e della Provincia di Genova, sede vescovile della diocesi di Chiavari, è anche santuario mariano e sede della parrocchia omonima del vicariato di Chiavari-Lavagna.
chiavariLa chiesa fu eretta dopo la miracolosa apparizione della Vergine Maria il 2 luglio 1610 nella zona dove un tempo sorgevano gli orti – da cui deriverebbe la denominazione Madonna dell’Orto – al concittadino Sebastiano Descalzo. Nel luogo dell’apparazione era già presente un pilone raffigurante la Madonna con i santi Sebastiano e Rocco, eretto dai chiavaresi per scongiurare la malattia della peste che afflisse la cittadella nel 1493 e nel 1528.
Esterno. La facciata della cattedrale, a capanna, è preceduta dal pronao esastilo sorretto da colonne corinzie lisce. Esso fu disegnato e progettato dall’architetto modenese Luigi Poletti nel 1836 ispirandosi come modello al Pantheon di Roma. I lavori di edificazione durarono dal 1841 al 1907. La struttura in stile neoclassico è stata realizzata usando come materiale il marmo bianco e dividendola in otto colonne di ordine corinzio. La facciata è stata completata nel 1938 inserendo cinque riquadri marmorei a bassorilievo – raffiguranti episodi della vita della Vergine – eseguiti dallo scultore Rodolfo Castagnino su disegno dell’architetto Luigi Daneri. Il campanile si erge nella zona absidale e contiene un concerto di otto campane in tonalità Si maggiore fuse: le prime 7 nel 1897 e 1899 dalla fonderia milanese Barigozzi; la cupola è in tipico stile ligure con “lanternino” alla sommità.
Interno. L’interno della cattedrale ha pianta a croce latina ed è suddiviso in tre navate da due file di archi a tutto sesto poggianti su pilastri quadrangolari. La crociera è coperta con una cupola. All’interno si trovano numerose opere d’arte di grande rilievo e pregio artistico, quali l’altare maggiore del 1627 – opera dell’architetto Ferrandino – o il coro seicentesco proveniente dalla vicina chiesa di San Francesco. Inoltra sono presenti gruppi lignei del celebre scultore Anton Maria Maragliano, la pala dell’altare maggiore ad opera di Benedetto Borzone. Tra gli affreschi conservati di pregio è quello della volta raffigurante l’apparizione mariana, del 1610, sullo sfondo dell’antica Cittadella di Chiavari affrescato da Carlo Baratta nel 1805. Sono inoltre presenti altri affreschi di Francesco Gandolfi databili al 1868 e altri dipinti di Giovanni Coppola datati allo stesso periodo. Il pulpito, i marmi e gli stucchi delle tre navate sono di Ludovico Pogliaghi, eseguiti tra il 1909 e il 1910. Le due grandi vetrate dell’abside, raffiguranti san Sebastiano e san Rocco, furono realizzate nel 1928, su disegni dello stesso Pogliaghi, da Costante Panigati, direttore artistico della Ditta Luigi Fontana & C. di Milano.